Ebook Party

Serata del 13 dicembre: festeggiamo insieme
Festeggia con noi la pubblicazione del primo ebook dell’enciclopedia delle donne!

Giovedì 13 dicembre alle 21.30 festeggeremo l’uscita di Però un paese ci vuole di Giovanna Grignaffini: sarà un’occasione per vederci, scambiare idee, progetti, chiacchere, ballare (sì, si balla sulle note delle musiche degli anni ’60 e ’70, grandi protagoniste del romanzo di Giovanna), stare in allegria, vedere l’e-book realizzato, parlare con l’autrice e (volendo) rinnovare la tessera dell’Associazione.

Vi aspettiamo a Milano a Cascina Cuccagna (Via Cuccagna 2).

Ebook party Però un paese ci vuole

:: L’ebook è in vendita su Bookrepublic ::

© e-book Società per l’Enciclopedia delle donne

Però un paese ci vuole
Storia di nebbie e contentezza

Forse per la prima volta la generazione degli anni Sessanta prende finalmente congedo dal proprio passato in questo romanzo intessuto di sentimento, ma anche di lucida ironia.
Un paese: volti che si assomigliano, abitudini che non cambiano. Radici. Francesca torna in quel paese nel 1989, vent’anni dopo averlo lasciato, e ritrova amicizie, parole, amori e canzoni. Tutte le tracce ancora visibili del suo appassionato romanzo di formazione.
Scorrono i giorni del grande caldo immobile e delle fiere, dei balli, delle notti piene d’anguria e di “ti ricordi?”. Li accompagna l’indimenticabile colonna sonora di un’epoca (Kinks, Beatles, Nomadi, Caselli). Ma questa volta c’è un segreto nell’aria, che fa slittare tutte le prospettive e trae in inganno anche la memoria. Perché Francesca è tornata? Perché qualcuno continua a spedirle misteriose buste gialle? Scritto in un lessico familiare impastato di voci di memoria e di paese, luoghi comuni e poesie, questo diario di una generazione tormentata che ha respirato l’aria del boom e del ’68 senza essere mai andata a sedersi in prima fila, rilancia una domanda: da quel paese, da ogni paese, bisogna andarse.

Comments (1)

  • Ivan Grossi

    |

    Però un paese ci vuole, certo ma un Paese in cui la Politica sia ancora degna di questo nome, un Paese dove le confessioni religiose siano un fatto privato e non la clava per gestire il potere, un Paese dove ognuno sia l’unico dominus del suo corpo e dei suoi affetti. Ecco un Paese così ci vuole. La pantomima di democrazia che stiamo vivendo soprattutto qui in Italia mi fa sentire purtroppo apolide e senza il rimpianto di non appartenere.

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