autrice

Giovanna Grignaffini è nata a Fontanellato (PR) nel 1949. Si è laureata in Filosofia all’Università di Bologna.

Ha insegnato per molti anni presso il corso di laurea DAMS dell’Università di Bologna, occupandosi di problemi dei media e, in particolare, di storia e teoria del cinema. Ha pubblicato numerosi articoli e saggi su riviste e volumi collettivi, tenuto conferenze e partecipato a programmi di ricerca in Italia e in Francia. Ha curato e scritto diversi libri, tra cui: Renè Clair, La Nuova Italia, Sequenza segreta. Le donne e il cinema, Feltrinelli; Sapere e teorie del cinema, Clueb; La pelle e l’anima. Intorno alla Nouvelle vague, La Casa Usher; Signore e signori: il cinematografo. La nascita del cinema e il suo mito, Marsilio; La scena madre. Scritti sul cinema, Bup.

Dal 1994 al 2006 è stata parlamentare e ha fatto parte della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, oltre che della Commissione Bicamerale di Vigilanza Rai

Attualmente vive tra Roma e Bologna. Però un paese ci vuole è il suo primo romanzo.

Comments (4)

  • Enzo

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    Ciao,

    una curiosità: nel 1989 frequentavo la quarta ginnasio e probabilmente non ricordo bene. A pagina 138 del romanzo Carlo dice: “Il nostro muro di Berlino è caduto”. Siamo a ferragosto del 1989 e il muro “cadde” il 9 novembre del 1989. Non capisco le parole di Carlo… E’ una profezia? Un’incongruenza? Era cosa nota già ad agosto che il muro sarebbe “crollato”? Grazie.

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  • Francesco Fanzaga

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    Bello, per la nostra generazione (sono del ’53) che non so se sia l’ultima a potersi dire tale ma che di sicuro è stata l’ultima a credere nel sogno di un mondo giusto. E’ vero che a crederci di più furono quelli dalla terza fila in poi, quelli che non si fermarono alla politica e che hanno fatto più fatica a staccarsi da quel sogno. Non sono d’accordo con U.Eco quando dice che i capi del ’68 non hanno più fatto politica perchè per un generale tornare a fare il caporale è difficile. Credo invece che chi ha creduto in quegli ideali continui a vedere la realtà o bianca o nera e non ci sono occhiali che gli facciano vedere i colori intermedi. Infatti penso che Carlo fosse quello che avesse investito di più nel ’68 e ha continuato a viverlo nella sua trasgrssione con Cinzia.Non ce ne libereremo mai. Brava.

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  • margherita sassone

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    ciao Giovanna, sono la Cochi di quando eravamo bambine e andavamo in bici. E’ più di un anno che ho letto il tuo romanzo, ma mi ci è voluto fino a oggi per trovare la determinazione di cercarti, senza usare il cellulare che avevi scritto sul frontespizio. Con il cellulare non mi va di parlarti, sia perchè ho problemi di voce che perchè la linea con Ostia è spesso difettosa. Quando sei a Roma, se mi chiami o mi mandi una e-mail, ti invito a pranzo e cominciamo a raccontarci i 50 e passa anni dal tempo della bicicletta. Mi farebbe un grandissimo piacere. 340-8368003

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