Però un paese ci vuole

Storia di nebbie e contentezza
Giovanna Grignaffini

Forse per la prima volta, la generazione degli anni Sessanta prende finalmente congedo dal proprio passato, in questo romanzo intessuto di sentimento ma anche di lucida ironia.
Un paese : volti che si assomigliano, abitudini che non cambiano. Radici. Francesca torna in quel paese nel 1989, vent’anni dopo averlo lasciato, e ritrova amicizie, parole, amori e canzoni. Tutte le tracce ancora visibili del suo appassionato romanzo di formazione.
Scorrono i giorni del grande caldo immobile e delle fiere, dei balli, delle notti piene d’anguria e di “ti ricordi?”. Li accompagna l’indimenticabile colonna sonora di un’epoca ( Kinks, Beatles, Nomadi, Caselli…)
Ma questa volta c’è un segreto nell’aria, che fa slittare tutte le prospettive e trae in inganno anche la memoria.
Perché Francesca è tornata?
Perché qualcuno continua a spedirle misteriose buste gialle?
Scritto in un lessico familiare impastato di voci di memoria e di paese, luoghi comuni e poesie, questo diario di una generazione tormentata - che ha respirato l’aria del boom e del ’68 senza essere mai andata a sedersi in prima fila – rilancia una domanda : da quel paese, da ogni paese, bisogna andarsene?

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Però un paese ci vuole

Storia di nebbie e contentezza
Giovanna Grignaffini

Booktrailer

Là fuori

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La rivoluzione ci sorprese invece a casa di Carlo. Motivazione ufficiale per noi due e rispettive famiglie: ripasso di Ovidio. Ordine impartito a tutta la compagnia: guai a chi si perde la prossima puntata di Bandiera gialla. Mi raccomando tutti puntuali. Angelo invece era arrivato in ritardo e si era perso l’annuncio di Gianni Boncompagni che introduceva il primo successo dei Beatles, una canzone di qualche anno prima: Love me do…

Qui e altrove

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Patria e mondo vecchia edizioneCerto, quelle sudate carte e gli affannosi testi sopra cui consumavamo il nostro tempo migliore erano state una fonte continua di scoperte fortificanti e di vere e proprie rivelazioni per le nostre fragili identità. Ma le sorprese più clamorose piombavano spesso su di noi provenendo da un qualche imperscrutabile altrove. Per esempio, un evento ritenuto fondativo di molta identità ci sorprese lungo le pagine di Patria e mondo, antologia per la terza media, apertura indelebile affidata a Giuseppe Mazzini: “Amo la mia patria perché amo tutte le patrie”…..

Album

Colonna sonora


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